Come il sistema politico federale favorisce il successo della Svizzera

Il segreto della Svizzera
Come il sistema politico federale favorisce il successo della Svizzera

Le condizioni economiche in Svizzera sono invidiabili e il paese figura regolarmente ai primi posti delle classifiche internazionali sulla competitività. Quanto di questo successo è dovuto al sistema politico?

Il successo economico della Svizzera è facilmente quantificabile, ma per molti a prima vista difficile da spiegare. Come è possibile che un paese con un mercato domestico così piccolo, dove i redditi medi sono tra i più elevati al mondo, riesca a presentare cifre relative al Pil così stabili, a sfiorare la piena occupazione e - ancor più sorprendente - a essere tra le nazioni più competitive?

Per l'ottavo anno consecutivo la Svizzera occupa il primo posto nella classifica globale della competitività economica stilata dal Forum economico.

Lungamente a livello universitario e tra gli addetti ai lavori si è discusso del legame tra federalismo ed economia: il sistema politico decentralizzato e su vari livelli - Confederazione, cantoni e comuni - può incidere sulle prestazioni economiche?

La risposta è semplice: sì. «Se la Svizzera può contare su un’economia competitiva è soprattutto grazie al federalismo»

Ma perché, e come, il federalismo favorisce concretamente la competitività a livello economico?

L’efficienza è il primo dei tre modi in cui il federalismo favorisce le attività economiche. Il fatto che un governo locale possa intervenire «vicino a dove si svolge l’azione» rende il sistema globale più dinamico e responsabile, ciò che stimola la competitività.

In secondo luogo, il sistema federalista contribuisce a «migliorare la distribuzione dei redditi e agisce come un meccanismo assicurativo». Ad esempio, la mobilità sul mercato del lavoro consente un flusso di competenze dalle regioni del paese poco performanti a quelle più dinamiche. E poi c’è la perequazione finanziaria, un sistema in cui il denaro viene trasferito dai cantoni più ricchi a quelli con minori risorse. Tale meccanismo basato sulla solidarietà economica e politica all’interno del paese fa sì che il collasso economico in una regione possa essere mitigato dai trasferimenti e dai fondi nazionali.

Circa il 20% di ogni “shock” che colpisce una regione è assorbito dall’insieme del sistema federalista svizzero. Ciò permette all’economia di prendere maggiori rischi e di mantenere un elevato livello di diversificazione (basti pensare all’orologeria a Neuchâtel, all’industria farmaceutica a Basilea o alla finanza a Zurigo).

Il fattore di successo più importante del federalismo è però ancor più tangibile. I cantoni svizzeri sono come dei piccoli “laboratori di innovazione”, spesso in competizione tra loro, che sviluppano soluzioni proprie, le quali (quando hanno successo) sono presentate come modelli da seguire in tutto il paese.

«I cantoni possono imparare l’uno dall’altro», sottolinea. Il sistema educativo ne è un esempio: sebbene ogni cantone sia in gran parte responsabile della propria politica scolastica, tutti sono alla continua ricerca di ciò che funziona meglio. Sebbene sia difficilmente quantificabile, aggiunge il professore, questo «effetto laboratorio» è cruciale per il successo globale.

Lo stesso vale per ambiti più tradizionali quali la fiscalità e la competizione interna. Grazie alla rivalità tra cantoni per quanto concerne le imposte sul reddito delle società o gli investimenti esteri diretti, c’è un costante riesame del rapporto tra aliquota fiscale e servizi pubblici. In Svizzera, l’imposizione fiscale per le imprese varia fortemente da un cantone all’altro, dal 12,3% di Lucerna al 24,2% di Ginevra, anche se poi, nei fatti, numerose grandi aziende concludono speciali accordi con le autorità.

«Nessuno sa esattamente quale sia il giusto equilibrio tra imposte e servizi pubblici» Ma la competizione interna consente a tutti di trarne beneficio. Il costante «rimettersi in discussione», è un fattore importante per stimolare e far crescere l’economia.