Lega nel Mondo Svizzera , SVP/UDC e Swiss Federalism insieme per il rilancio dell'economia

Lega nel Mondo Svizzera , SVP/UDC e Swiss Federalism insieme per il rilancio dell'economia

Venerdi 17 Luglio si è tenuta nella splendida cornice di Halbinsel Au sul lago di Zurigo una serata di networking tra imprenditori e politici, organizzata da Swiss Federalism.

Gli imprenditori e le aziende presenti hanno potuto promuovere i loro prodotti e i loro servizi a una audience qualificata, con la presenza e l'intervento di ben 4 deputati membri del Parlamento Svizzero e di quello Italiano.

Il presidente di Swiss Federalism Andrea Schenone ha portato a conoscenza i progetti e le iniziative intraprese dall'associazione a sostegno della piccola e media impresa durante questo periodo difficile. Ha sottolineato come, ora più che mai, il federalismo elvetico non solo sia un modello che ha contribuito alla Svizzera di prosperare, ma sia un sistema cheha dimostrato di superare meglio e più fretta anche determinati shock esogeni. Un modello che l'associazione ambisce a far conoscere meglio in particolare a tutti gli italiani, una battaglia culturale prima che politica, come quella a tutela e promozione della lingua italiana oltre Gottardo, altro pilastro fondativo dell'associazione.

Guido Guidesi , onorevole della Lega e responsabile delle attività produttive per il partito ha condiviso con la platea alcune riflessioni politico economiche, in particolare sull'immobilismo del'attuale governo e sulla sua incultura in materia economica: è l'impresa che crea lavoro.

Insieme a Stefano Gualandris, coordinatore di Lega nel Mondo Svizzera, Guido Guidesi e gli altri esponenti della Lega presenti hanno condiviso alcune osservazioni di natura politica.

L'immobilismo del governo ha avuto una eccezione quando si è trattato di ridurre il numero dei parlamentari all'estero, forse perché intimorito dalle numerose voci critiche che si sono levate in questi anni dall'estero sui comportamenti antidemocratici perseguiti dai governi di centro sinistra da Monti in poi. Governi frutto di inciuci parlamentari, fatti contro la maggioranza degli elettori, avallati da presidenti della repubblica di parte , e da larghi settori della magistratura politicizzati e coinvolti in una vicenda dai contorni torbidi e criminali. Comportamenti antidemocratici che hanno raggiunto il culmine con il governo Conte bis, che in maniera indegna non si è fatto scrupolo di governare due maggioranze di colore completamente diverso.

Il tutto aggravato da una Unione Europea che continua a distinguersi per la tendenza alla sopraffazione democratica, come dimostrato dal cordone sanitario in Europa messo contro la Lega, il partito più votato in Europa alle ultime europee

Una tendenza conosciuta bene dalla Svizzera, che grazie al federalismo, alla democrazia diretta e alla battaglia solitaria di Blocher è riuscita in passato a non entrare nello Spazio Economico Europeo, una scelta che si è rivelata salvifica per il paese elvetico.

Oggi purtroppo secondo Piero Marchesi , presidente di UDC/SVP Ticino e Marco Chiesa, vice presidente nazionale del partito e vice presidente dell'ASNI, la Svizzera deve ancora combattere contro una Unione Europea che tende a sopraffare, si pensi solo all'accordo quadro, all'equivalenza della Borsa o al diniego infantile di condividere i dati Covid.

La Svizzera non può essere la valvola di sfogo di tutti i gravi problemi di una Unione Europea fallimentare, un piccolo paese non può farsi carico delle decine di milioni di disoccupati provocati dalle politiche sbagliate dai vertici di Bruxelles. In questa luce anche oggi la Svizzera è chiamata a pronunciarsi con un referendum per l'immigrazione controllata promosso dall'UDC.

Gli interventi si sono chiusi con l'auspicio che la Svizzera possa mantenere gli alti standard qualitativi messi a dura prova in questi anni da una immigrazione incontrollata e dalla volontà sopraffattrice dell'Unione Europea, e che l'Italia possa avere al più presto un nuovo governo espressione autentica della volontà popolare, unico modo per opporsi con efficacia alle politiche sbagliate della UE.