Il sistema della giustizia in Italia e il caso Rakete

Il sistema della giustizia in Italia
Il sistema della giustizia in Italia e il caso Rakete

Uno dei principali problemi del sistema Italia, reso ancora più grave da un connubio malsano tra alcuni magistrati e la politica, è il problema della giustizia, in particolare per quanto riguarda i magistrati. Meno per la parte che riguarda gli avvocati, anche se ce ne sono troppi, un po’ per il livello di litigiosità, ma soprattutto perché la legislazione è farraginosa e spesso scritta male, in modo da consentire interpretazioni divergenti.

Il primo vera problema è la lentezza della giustizia civile. Ogni anno miliardi di potenziali investimenti sono perduti. Le grandi aziende internazionali, anche se volessero, spesso scelgono altri lidi dove investire e dove esiste la certezza di poter recuperare i crediti in tempi certi e relativamente veloci.

Come dimostrano le ultime vicende di cronaca, il CSM, il supremo organo di autocontrollo della magistratura, si è macchiato in alcuni suoi elementi di comportamenti gravi e ha spesso mancato nel suo compito istituzionale di punire gli errori gravi di alcuni suoi membri.

Esiste poi il sovraffollamento delle carceri da parte di irregolari stranieri, un costo per la collettività che può essere evitato solo impedendo a chiunque non abbia un lavoro di entrare in Italia, come succede in molti paesi, inclusa la Svizzera.

Ultimo ma non minore il connubio tra alcuni magistrati e la politica: un connubio tra l’altro a senso unico e sbilanciato a favore dell’area di sinistra ed estrema sinistra.

La fila in questi anni di magistrati che sono passati dalle porte girevoli della politica di sinistra e ritorno è molto lunga, ricordiamo solo i più famosi, Di Pietro, Ingroia, Grasso.

La prima riforma che sarebbe da fare è impedire la possibilità ai magistrati di tornare alla professione una volta scelta la carriera politica mettendosi in aspettativa. Una cosa che oggi succede e che è francamente folle visto il numero di inchieste politiche che vengono fatte. Come un magistrato può operare in maniera obiettiva se ha già operato come militante di una parte politica?

I magistrati sono storicamente una casta quasi intoccabile, la rivoluzione di mani pulite ne ha fatto degli eroi ,ma la patente di eroi è una patente che si guadagna ogni giorno facendo bene il proprio lavoro. Oggi parliamo di una casta di dipendenti pubblici strapagati che, con l’esclusione di molti lodevoli esempi (ad esempio i magistrati impegnati nella lotta al contrasto alla mafia) spesso non meriterebbero tutti questi privilegi in confronto ad altri dipendenti pubblici. Deve esistere la concreta possibilità che un magistrato paghi per gli errori fatti.

La vicenda di Karola Rakete è esemplare di questo connubio insano tra alcuni magistrati e l’estrema sinistra. Chi si è macchiato, come Karola Rakete, tra le altre cose, di un tentato omicidio ai danni della guardia di finanza praticamente in diretta tv, dovrebbe come minimo essere agli arresti. Invece, tralasciando la divinizzazione da parte di una certa sinistra suicida della “punkabbestia” in questione, un magistrato si è premurato di rilasciarla immediatamente, presumiamo per motivi politici. Una cosa che grida vendetta di fronte alla Dea Giustizia e che rappresenta un serio vulnus allo stato di diritto.